Un pensiero sui nuovi beacon

Voglio condividere una considerazione sui beacon nelle bande NON A STATUTO PRIMARIO O ESCLUSIVO. Sono personalmente convinto che un beacon su quelle bande non abbia modo di esistere, a meno che sia presidiato 24/7 cosi' da cessare le interferenze nel caso l'assegnatario primario reclami la frequenza. Il fatto che il nostro Ministero li autorizzi con il silenzio-assenso, non ci solleva dalle nostre responsabilita' imposte dalla licenza/autorizzazione generale.

Per fare un ripasso, le bande radioamatoriali assegnate con statuto primario o esclusivo in Italia sono: 40m, 20m, 17m, 15m, 12m, 10m, 2m, (parte dei) 70cm e qualcosa piu' in alto. Cio' non significa che attivare un beacon su una di queste bande possa essere effettivamente utile alla comunita'. Riflettiamo: se in tutti questi anni nessuna organizzazione (inter)nazionale ha ritenuto opportuno sponsorizzare un beacon o una rete di essi su una determinata banda, probabilmente una ragione c'e'. Ragioni valide che mi vengono in mente: banda troppo stretta per starci tutti, caratteristiche propagative note, ...

La posizione ufficiale della IARU regione 1 sui beacon HF e' la seguente (fonte: bandplan 2006):
"Unmanned transmitting stations: IARU member societies are requested to limit this activity on the HF bands. It is recommended that any unmanned transmitting stations on HF shall only be activated under operator control except for beacons agreed with the IARU Region 1 beacon coordinator, or specially licensed experimental stations."

Diverso e' il discorso per esperimenti di propagazione di alcune ore condotti con potenze irrisorie - qualche decina di milliW -, peraltro noto alla IARU e da essi discusso e non condannato.


Un'ultima importantissima nota sui 70 MHz.
L'autorizzazione temporanea e' scaduta il 31/12/2007. I radioamatori italiani ad oggi non sono autorizzati a trasmettere sulle tre fettine di frequenza dei 4 metri. Figuriamoci accendere beacon.